Domenica 14 e 28 ottobre Roma ha visto
“camminare” per ben otto ore per le sue strade le immagini del “Signore
dei Miracoli” e della Madonna della Nube. Squadre di 32 uomini, che si
davano il cambio ogni cento metri, hanno portato sulle loro spalle la Portantina
dove le due tele sono decorate con una raggera dorata, due archi addossati
ad essa e quattro angeli argentati ad ogni angolo della portantina, sistemazione
che pesa circa 800 chili. Si stima siano stati cinquemila i partecipanti.
Si tratta di una devozione che
350 anni fa (1651) sorse a Lima, Perù, quando uno schiavo di origine
angolana dipinse su un fragile muro di fango un Cristo crocifisso che tutt’ora
è in piedi, nonché la capanna che lo copriva prima e la chiesa
che fu costruita dopo in suo onore sono cadute più volte, piegate
dalla forza della natura manifestata nei devastanti terremoti che hanno
decimato tante volte la città di Lima lungo la sua storia. Da questa
“inspiegabile” resistenza e “capacità” di mantenersi in piedi, e
dal fatto che il dipinto si rivelava estremamente miracoloso fu chiamato
“El Señor de los Milagros”ossia “Il Signore dei Miracoli”.
Da quando l’immagine fu risparmiata
una seconda volt da un nuovo terremoto, che nel 1687 devastò la
città del Callão e parte di Lima, i cittadini ne fecero una
copia su tela e cominciarono a portarla in Processione. Attualmente in
ottobre a Lima si fanno due grandi Processioni cui partecipano milioni
di persone. A Roma, dal 1998, la seconda e l’ultima domenica di ottobre,
abbiamo cominciato a fare le processioni per le strade della Città
Eterna, da Santa Maria degli Angeli e dei Martiri fino a San Giovanni in
Laterano e quindici giorni dopo vi è il ritorno a Santa Maria degli
Angeli, dove ha sede il Centro Latino-americano “Tra Noi” e la Confraternita
del “Signore dei Miracoli” che vi è sorta. L’immagine del “Signore
dei Miracoli” è rimasta nella Cattedrale di Roma per due settimane,
esposta dinanzi alla Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano.
La Confraternita del “Signore dei Miracoli” imposta queste manifestazioni
religiose come ringraziamento, fatto pregando. Ringraziare Dio per la fede
cattolica, pregare per il Santo Padre, la sua missione Apostolica, e per
tutta la Chiesa Romana in cui siamo pastoralmente inseriti, che Il “Signore
dei Miracoli” benedica Roma con abbondanti vocazioni. Ringraziare l’Italia,
e particolarmente Roma che ci accoglie, quindi pregare per le famiglie,
per i bambini, per i giovani, per gli anziani, i sofferenti, per tutti
quelli che hanno bisogno del conforto che solo può dare il Cristo
Redentore. Le finalità della Confraternita del “Signore dei Miracoli”
prende origine dalle parole di Gesù che, parlando della sua crocifissione,
diceva: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me”
(Gv. 12,32).
Quest’anno vi è stata la
partecipazione dei Confratelli dell’Arciconfraternita della Madonna del
Carmine in Trastevere che, col loro Governatore, Signor Giampiero Romani,
hanno mostrato un segno concreto di comunione nell’unica fede cattolica
che ci accomuna tutti sotto la misericordia del Padre, manifestata nel
Figlio morente per noi.
Inoltre, vi è stato uno
scambio culturale sulla base della fede seminata dall’Europa in America
Latina, particolarmente da parte dell’Italia, tramite tanti Missionari
e Missionarie che lavorano in Perù. La danza che gli Incas facevano
al dio sole, al ritmo della musica del “Cóndor pasa”, che oggi è
un gruppo folcloristico, è stata fatta al “Signore dei Miracoli”,
riconoscendo che solo in Lui si realizzano le speranze salvifiche di tutti
i popoli e di tutte le generazioni ed è un segno della cristianizzazione
della cultura che l’Italia ha fatto in America Latina.
Sia il Card. Augusto Vargas Alzamora,
S.J., Arcivescovo di Lima, che il Card. Jorge Arturo Medina Estevez, Prefetto
della Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti,
i quali hanno presieduto rispettivamente le Eucaristie del 14 e del 28
ottobre, hanno riconosciuto l’importanza della manifestazione che tende
a coinvolgere tutte le persone che cercano una pienezza di vita con i valori
ch’essa reca ad ogni persona che vi si accosta con devozione.
Ringraziamo Mons. Sebastiano Corsanego
per la possibilità che ci offre di far conoscere questa devozione
a tante altre Confraternite, per il tramite di questo Bollettino dell’Associazione
Amici di Confraternite Oggi, e ci auguriamo che la comunione nella devozione
si allarghi sempre più.
P. Luis Pérez Godoy,
CSsR.
Cappellano della Confraternita
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